“Tevere in Danza” nel borgo di Nazzano: intervista al Sindaco Patrizio Gianferro

Patrizio Gianferro con Valerio Longo, direttore artistico della rassegna © Foto: Livia Granati

Il Comune di Nazzano, antico borgo immerso nella Valle del Tevere, accoglie e sostiene anche quest’anno la rassegna Tevere in Danza: un intero programma di spettacoli, incontri, eventi site-specific, mostre e laboratori per immergersi nell’arte, tra danza e territorio. Il Sindaco Patrizio Gianferro, che dalla prima edizione ha aperto alla danza le porte del Borgo, torna a parlarci dell’iniziativa, approfondendo i diversi aspetti della fruttuosa collaborazione tra la rassegna e il Comune di Nazzano.

Tevere in Danza, 2025

Ben ritrovato Sindaco. Si svolge a Nazzano la seconda edizione della rassegna Tevere in Danza. Come si prepara il suo comune a questa avventura e con quale spirito l’accoglie?

Ben ritrovati a voi. Quest’anno affrontiamo questa nuova edizione con una consapevolezza diversa. Dopo aver ospitato con successo la prima edizione, il nostro Comune è oggi ancora più preparato ad accogliere una manifestazione di questo livello, sia sotto il profilo organizzativo che logistico.

Abbiamo programmato interventi straordinari di decoro urbano, la pulizia dei percorsi, del centro storico e di tutti gli spazi coinvolti nella rassegna, dal Museo del Fiume alla sala mostre temporanee, dall’antico teatro alla Biblioteca comunale con il suo splendido roseto. Il nostro obiettivo è offrire agli artisti e al pubblico un’accoglienza all’altezza della qualità dell’evento, valorizzando al tempo stesso il patrimonio storico e culturale di Nazzano.

Dove eravamo rimasti: l’anno scorso, per la prima edizione, c’era l’attesa per la novità assoluta di un intero programma di danza contemporanea in un piccolo borgo del Lazio. Come ha reagito il pubblico e la comunità di Nazzano? Quali sono stati i risultati in generale e in che modo si legano alla sua linea amministrativa sul territorio?

La prima edizione ha superato ogni aspettativa e oggi la nostra comunità attende Tevere in Danza con entusiasmo. I cittadini hanno compreso il valore di una manifestazione capace di portare nel nostro borgo artisti e compagnie di altissimo livello, offrendo un’esperienza culturale che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile in un piccolo comune come il nostro.

Questa rassegna rappresenta perfettamente la linea amministrativa che abbiamo scelto di seguire: investire nella qualità culturale come strumento di crescita del territorio. Non crediamo che il futuro dei piccoli borghi passi attraverso nuove espansioni o ulteriore cementificazione. Al contrario, vogliamo recuperare, mantenere e valorizzare il patrimonio che già possediamo, restituendo vita ai nostri spazi attraverso iniziative culturali e sociali di alto profilo.

Puntare sulla cultura significa anche promuovere un turismo consapevole e di qualità, fatto di persone che scelgono di conoscere davvero il territorio, la sua storia e la sua identità, andando oltre le tradizionali logiche del turismo “mordi e fuggi”.

Tevere in Danza, 2025

Anche quest’anno gli eventi si svolgono in luoghi suggestivi. Quali sono le location? Cosa dobbiamo aspettarci dal Museo del Fiume?

Assolutamente sì. Dopo il grande successo dello scorso anno abbiamo deciso di confermare la suggestiva cornice dell’antica corte del Castello di Nazzano, in Piazza della Rocca, che grazie a un attento lavoro di allestimento e di illuminazione ha saputo mostrare anche a noi cittadini prospettive completamente nuove di luoghi che viviamo ogni giorno.

Accanto a questo spazio torna protagonista il Museo del Fiume, recentemente riallestito per renderlo ancora più fruibile, insieme alla sala mostre temporanee che ospiterà due esposizioni. Saranno inoltre valorizzate le antiche grotte, parte integrante del complesso museale, uno spazio di straordinaria suggestione che ospiterà performance site-specific pensate appositamente per dialogare con l’ambiente e con la storia del luogo.

Il programma di TiD26 è ricco e si inserisce nelle principali reti europee della danza. Pensa che Nazzano possa diventare un laboratorio permanente di ricerca artistica e rigenerazione culturale?

Credo che ospitare una manifestazione di questa portata rappresenti un risultato straordinario per un piccolo Comune come Nazzano. È un traguardo costruito negli anni attraverso investimenti continui nel settore culturale e grazie a una rete di collaborazioni importanti.

Il sostegno della Regione Lazio e del Ministero della Cultura è stato determinante per riqualificare e valorizzare i nostri luoghi della cultura: il Museo del Fiume, la Biblioteca Comunale Marina Di Giacinto e l’Archivio Storico con la sua preziosa sezione fotografica. I risultati ottenuti in termini di accessi, prestiti librari, mostre e partecipazione testimoniano la bontà del lavoro svolto.

Quello che considero particolarmente significativo è la continuità amministrativa che negli anni ha caratterizzato questo percorso. Pur cambiando le amministrazioni, non si è mai interrotta la volontà di fare di Nazzano un centro culturale capace di coniugare la tutela delle proprie tradizioni con l’innovazione. 

Oggi possiamo dire che Nazzano possiede tutte le caratteristiche per diventare un autentico hub culturale al di fuori dei grandi centri urbani. Grazie alle collaborazioni tra pubblico e privato siamo riusciti a costruire un modello diverso di sviluppo, che non considera il borgo un semplice dormitorio o una meta di turismo veloce, ma un luogo dove cultura, ricerca e identità possono convivere.

Vogliamo continuare a custodire la nostra tradizione contadina e rurale, ma allo stesso tempo guardare avanti, sperimentare, accogliere nuove idee e offrire eventi che normalmente si incontrano soltanto nelle grandi capitali europee.

Quest’anno la rassegna accompagna tutto il mese di luglio e si conclude con un’Orchestra internazionale proveniente dagli Stati Uniti. Come accompagnate il Collettivo nella promozione dell’evento?

Siamo molto orgogliosi che il Collettivo Valle del Tevere, nella persona di Matteo Carratoni, abbia scelto Nazzano per ospitare il gran finale della rassegna con un’orchestra internazionale proveniente dagli Stati Uniti. L’Amministrazione comunale, insieme alle associazioni del territorio, mette a disposizione tutte le proprie risorse per sostenere la promozione dell’iniziativa, a partire dai canali istituzionali e dai social network. Siamo convinti che questo appuntamento rappresenti un momento di grande richiamo e che contribuisca ulteriormente a rafforzare l’immagine di Nazzano come luogo di cultura.

Mi piace inoltre ricordare il lavoro che la nostra Banda Musicale sta portando avanti per ampliare il proprio repertorio e sviluppare nuove collaborazioni con le altre realtà bandistiche del territorio. Anche questo dimostra quanto la musica e la cultura siano elementi vivi della nostra comunità.

Come procede la collaborazione con il Collettivo Valle del Tevere? Vuole infine rivolgere un invito ai cittadini?

La collaborazione con il Collettivo Valle del Tevere cresce anno dopo anno ed è la dimostrazione concreta di quanto possa essere efficace un rapporto di fiducia tra pubblico e privato quando esiste una visione condivisa.

Da parte dell’Amministrazione ci impegniamo a garantire procedure amministrative rapide, semplificazione burocratica, dialogo costante e piena collaborazione affinché ogni iniziativa possa svolgersi nelle migliori condizioni di sicurezza e organizzazione. Il confronto continuo e la capacità di trovare insieme soluzioni ai problemi rappresentano la chiave di questo successo.

Vorrei rivolgere un invito non solo ai cittadini di Nazzano, ma anche a tutti coloro che arriveranno dai comuni vicini e da altre città: venite a vivere Tevere in Danza. Sarà l’occasione per assistere a spettacoli di altissimo livello artistico in una cornice unica, dove la bellezza della danza incontra quella del nostro borgo storico. È un’esperienza che unisce arte, paesaggio e identità, creando un’atmosfera davvero speciale che siamo felici di condividere con tutti.

Tevere in Danza 2026