Valerio Longo © Foto: Giuseppe Distefano
La seconda edizione di Tevere in Danza vede alla direzione artistica Valerio Longo, artista molto noto sulla scena italiana e internazionale, autore di numerose produzioni coreografiche e con una lunga esperienza nell’ideazione di eventi di spettacolo dal vivo. Per il programma di quest’anno, ha scelto di confrontarsi con storicità e modernità, ospitando compagnie rinomate accanto a giovani ensemble, coreografi affermati e nuovi autori. In calendario, spettacoli, incontri, performance site-specific, mostre e laboratori: un intero programma per immergersi nella bellezza della danza in un inedito incontro tra arte e territorio. In questa intervista approfondisce le sue scelte artistiche svelando alcuni dettagli della rassegna.
Compagnia Artemis Danza / Monica Casadei, Il Barbiere di Siviglia
La seconda edizione della rassegna Tevere in Danza ti vede nuovamente alla direzione artistica. Quali sono le novità di quest’anno e come affronti la sfida di portare la danza contemporanea nel suggestivo borgo di Nazzano?
Il mio intento è quello di proseguire il lavoro iniziato nella prima edizione, potenziato dal desiderio di ospitare ancora più artisti, italiani e internazionali. Non mi spaventa, anzi mi stimola, il compito di portare la danza in un borgo del Lazio come Nazzano: il piacere e le difficoltà sono le stesse di quando mi occupo di grandi produzioni in teatro, perché a prescindere dal contesto il mio impegno è quello di “contaminare” il mondo con il linguaggio della danza, diffondendone il valore anche nei piccoli centri. Con questo obiettivo in mente, le difficoltà svaniscono, perché sento di fare qualcosa di buono per la comunità e lo spettacolo dal vivo. Affronto questo incarico con entusiasmo e profondo senso di responsabilità perché ho a cuore non solo gli aspetti “produttivi”, ma anche relazionali. Il supporto del Ministero della Cultura e della Regione Lazio ci dà la possibilità, come rassegna, di consolidare e ampliare i rapporti e le visioni: con il territorio, prima di tutto, e con il pubblico locale, ma anche con le reti europee della danza e con artisti internazionali. Mi sto impegnando molto, così come i curatori e i collaboratori – il Collettivo Valle del Tevere, il Comune di Nazzano, l’Art Forum Würth di Capena e il Balletto di Roma – che ringrazio immensamente per la generosità che mostrano nel loro lavoro. Un ringraziamento personale desidero inoltre rivolgerlo agli artisti ospiti di questa edizione e ad Aja Jung, direttrice della National Dance Foundation di Belgrado, per il sostegno e la condivisione di intenti. Così come agli artisti della prima edizione, che hanno abbracciato con entusiasmo il debutto del festival e la mia direzione artistica.
In programma, quest’anno, diverse importanti compagnie e giovani formazioni, insieme ad eventi site specific, una serata d’autore e nuove produzioni del Collettivo Valle del Tevere. Come ti sei orientato nella scelta degli ospiti?
Il fil rouge che lega tra loro i diversi appuntamenti è il tentativo di dare un’ampia visione di ciò che accade sulla scena contemporanea della danza, a livello nazionale soprattutto, ma anche europeo. Ho deciso di riconfermare la presenza di alcune importanti artiste, come Monica Casadei e Daniela Maccari, già presenti nella scorsa edizione, perché i loro lavori di ricerca, in qualche modo, coincidono con la mia idea di far vivere il borgo attraverso l’arte della danza. Si aggiungono quest’anno altri rinomati centri e organismi di produzione, come EgriBianco Danza, ASMED, Balletto di Roma, Opus Ballet ArtGarage, Mandala Dance Company, e giovani compagnie, come Bellanda ed Eleina D. Ma ho voluto anche approfondire il discorso legato ai nuovi autori: ragazzi molto giovani, che si confrontano con la coreografia. Da sempre sostengo chi desidera cimentarsi nella creazione e reputo fondamentale offrire un’opportunità e un palcoscenico, anche per favorire lo sviluppo di nuovi linguaggi coreografici. In particolare, con il Collettivo Valle del Tevere produciamo quest’anno il lavoro di Martina Licciardo e Marcello Giovani: li conosco da tempo, ho potuto vedere e seguire il loro percorso e sono molto felice di poterli sostenere.
Quello che desidero, più in generale, è mettere in connessione compagnie stabili e nuovi ensemble, autori affermati e creatori in erba, in modo che il pubblico possa cogliere un cammino parallelo di storicità e innovazione.
Cosa puoi dirci della performance inaugurale che hai creato per gli spazi dell’Art Forum Würth di Capena?
Le azioni performative, che ho voluto curare personalmente per l’evento d’apertura, coinvolgono i danzatori del Balletto di Roma, interpreti con i quali ho costruito un eccezionale scambio di idee e stimoli creativi. Ho immaginato queste “architetture danzanti” non tanto come un balletto, ma come un’azione cinematografica, come se il pubblico e i ballerini si muovessero lungo un unico piano sequenza, percorrendo lo spazio esterno e interno dell’Art Forum. La danza dà letteralmente vita a questi luoghi, trasformando ogni cosa in movimento.
Valeria Galluccio © Foto: Federica Capo
In programma ci sono anche dei grandi ritorni in Italia di artisti che hanno consolidato la propria carriera all’estero: Valeria Galluccio, Paolo Mangiola, Emilia Zankina. Cosa puoi dirci in proposito?
Conosco i primi due artisti da molto tempo: Paolo sin dai tempi in Aterballetto, dove ho lavorato a lungo, Valeria agli inizi della sua carriera, ammirandola come danzatrice in diversi festival. Ritrovarci oggi è una sensazione bellissima perché sottolinea il valore della danza, che fa incontrare le persone e le unisce per sempre. Averli conosciuti quando tutti e tre eravamo danzatori e ritrovarci nel pieno delle nostre nuove carriere ci fa sentire molto vicini: percepire poi il loro entusiasmo nel partecipare a Tevere in Danza e nel tornare in scena in Italia mi riempie di soddisfazione. Sono fiero che la rassegna possa offrire questa possibilità a dei professionisti che sono andati via, giovanissimi, dall’Italia (a volte per scelta artistica, altre per esigenze lavorative) e che hanno poi consolidato il loro successo all’estero. Mi fa molto piacere accogliere e supportare il loro ritorno!
Mi affascina poi il lavoro di Emilia Zankina: la sua gestualità, la sua forza creativa, si fonde in questo caso con la musica live, in un contesto eccezionale che vede in scena la Temple Jazz Orchestra di Filadelfia. Una serata-evento per la chiusura del 29 luglio.
Ci sono due eventi diversi tra loro, e che hai fortemente voluto, che omaggiano due grandi maestri: Lindsay Kemp e Roland Petit. Il primo è uno spettacolo con protagonista Daniela Maccari, il secondo un’esposizione di storiche fotografie, a cura di Carmela Piccione. Cosa puoi dirci?
Innanzitutto desideravo avere di nuovo con noi, a Tevere in Danza, un’artista come Daniela Maccari, storica danzatrice e stretta collaboratrice di Lindsay Kemp. Con il lavoro del Maestro e con la sua forza visiva, Daniela tiene viva una storicità importante, quella che voglio conservare e valorizzare in questa rassegna. Con lo stesso obiettivo, ho scelto anche di portare a Nazzano la ricca mostra fotografica dedicata a Roland Petit, indimenticato coreografo francese, curata da Carmela Piccione e prodotta da ASMED. Un viaggio nella memoria e nella creatività di due geni del nostro mondo. Il mio intento è quello di portare “vita”, “presenza”: rendere attivo uno spazio museale, così come il borgo stesso. E parallelamente, riaffermare il principio di un archivio, che custodisca la storia traghettandola nel presente. Come l’acqua del Tevere che è sempre nuova su un antico “letto”: una longevità che si rafforza nell’essere costantemente vivo e vibrante.
C’è poi un’ospite molto amata dal pubblico giovane, Carola Puddu, che tra l’altro interpreta un tuo pezzo. Dicci di più…
Carola è un pezzetto del mio cuore: ha una dedizione rara all’arte della danza e al teatro nella sua forma più pura. Benché sia giovane e già “vip”, non solo per il successo in TV ma anche per il grande talento e la genuinità, conserva una profonda visione del sacrificio e conosce quel “profumo” del teatro che noi artisti ricerchiamo sempre. Vederla danzare a Tevere in Danza rappresenta per il pubblico di Nazzano un grande “respiro di bellezza”.