“Tevere in Danza 2025”: intervista al Sindaco di Nazzano Patrizio Gianferro

Il Comune di Nazzano (Roma), antico borgo immerso nella Valle del Tevere, si prepara ad accogliere la prima edizione della rassegna Tevere in Danza: un intero programma di spettacoli, incontri, workshop, escursioni e performance, in partenza dal 29 al 31 agosto 2025, per immergersi nella bellezza della danza in un inedito incontro tra arte e territorio. Realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e del Comune di Nazzano, l’evento è a cura del Collettivo Valle del Tevere. Ne parliamo con il Sindaco di Nazzano Patrizio Gianferro, che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa aprendo alla danza le porte del Borgo.

Mancano pochi giorni all’inaugurazione di Tevere in Danza, prima edizione di una rassegna di danza, musica e performance dal vivo a Nazzano. Come ha accolto questa iniziativa e cosa l’ha spinta, in veste di Sindaco, a supportarla così attivamente aprendo le porte del Comune di Nazzano?

«Già nella precedente amministrazione, quando ricoprivo il ruolo di Consigliere comunale delegato alla Cultura, avevo avviato un dialogo con il Collettivo Valle del Tevere, presieduto da Matteo Carratoni. Ci siamo conosciuti quasi per caso, nel corso di una precedente iniziativa in zona, e durante le nostre passeggiate siamo stati al Casaletto, già sede di feste e sagre locali: gli feci notare che, nascosto tra i rovi, c’era un bellissimo teatro all’aperto, eretto negli anni Ottanta e rivestito in travertino. Eravamo nel periodo del Covid, ma questo non ha fermato il nostro desiderio di riportare in luce questo teatro: dopo poco tempo, siamo riusciti a realizzare i primi spettacoli di danza. Il Collettivo sostiene un discorso qualitativo che qui in provincia, a livello culturale, raramente approda: c’è stata tra noi, in vesti differenti e nei rispettivi ambiti di competenza, una comunione di intenti, che ci ha permesso di continuare a lavorare insieme con una prospettiva comune. Questi i prodromi della nostra collaborazione, che ci porta oggi ad aprire le porte del Borgo di Nazzano alla rassegna Tevere in Danza».

Avete offerto alla rassegna degli spazi suggestivi, appositamente allestiti. Di quali luoghi si tratta e che importanza hanno per Nazzano?

«Come Sindaco di Nazzano, ho cercato di offrire alla rassegna tutti gli strumenti e gli spazi a nostra disposizione, senza vincoli. Abbiamo voluto selezionare i luoghi più iconici, ma anche più idonei allo spettacolo dal vivo. Come paese di provincia non possiamo offrire gli spazi di una grande città, ma abbiamo luoghi suggestivi, come per l’appunto il Teatro all’aperto e Piazza della Rocca, che è l’antica corte rinascimentale del Castello. Due spazi fortemente simbolici e rappresentativi, per i nazzanesi innanzitutto, ma anche dal punto di vista dei visitatori, che avranno modo di scoprirne l’importanza a livello estetico e storico».

Siete circondati dal paesaggio meraviglioso della Valle del Tevere. In che modo la rassegna valorizzerà questa scenografia naturale?

«Io stesso sono stato un ballerino dilettante, ho studiato danza classica per molti anni e ha sempre avuto un grande valore nella mia vita, anche a livello di disciplina. Non è casuale dunque, ma direi “causale”, il mio attuale incontro con questo contesto. Con un occhio da ex danzatore, nell’immaginare questa iniziativa, ho riconosciuto un’immediata connessione tra la sinuosità di un corpo che si muove e quello che è il nostro contesto campestre naturale insieme al fiume Tevere. Un legame già presente, quello tra danza e territorio, che non ha bisogno di forzature per emergere. Anche per questo, nel programma della rassegna sono stati previsti, oltre agli spettacoli, degli eventi speciali come escursioni in canoa e visite guidate al Museo del Fiume».

Come si inserisce Tevere in Danza tra obiettivi portati avanti dalla vostra Amministrazione comunale?

«Per quanto riguarda il contesto locale, il discorso portato avanti dall’amministrazione comunale è relativo principalmente alla differenziazione dell’offerta. Nei contesti di provincia, il trend più diffuso coinvolge l’aspetto enogastronomico, ma sarebbe riduttivo concentrarsi solo su questo, vista la storia che abbiamo da raccontare e la nostra cultura, che peraltro afferisce anche al contesto romano: una storia che contribuisce a ricostruire una dinamica sociale della provincia e della Regione Lazio in generale. La nostra intenzione, sostenendo un evento come questo, è quella di differenziare il più possibile l’offerta, in modo da scongiurare il rischio di trasformarci in un “dormitorio” e crescere invece come luogo in cui le iniziative possano essere erogate e vissute.

Il pubblico locale percepisce che fruire di un certo tipo di offerta culturale comporti lo spostarsi nelle grandi metropoli: Tevere in Danza rappresenta un primo esempio di differenziazione che va a beneficio del pubblico locale, poco avvezzo agli spostamenti, ma anche del turismo che arriva da Roma o dalle aree limitrofe. Tutta l’iniziativa fa parte di un contesto che stiamo cercando di allargare, affiancando un’offerta di tipo artistico-culturale a quella già presente a livello naturalistico: abbiamo la Riserva Naturale Nazzano Tevere-Farfa, la prima istituita negli anni Settanta dalla Regione Lazio, e abbiamo un patrimonio storico-archeologico gigantesco che stiamo cercando di rendere fruibile tramite il Museo del Fiume. Tutto concorre nel definire la storia di questa parte della provincia di Roma, purtroppo talvolta dimenticata. La rappresentazione di Nazzano come luogo di confine, tornando all’etimologia del termine, potrebbe concedere un’opportunità di estensione e unione culturale, oltre che di offerta».

La Rassegna è stata ammessa, a partire da quest’anno e per la prossima triennalità, ai contributi del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo. Questo dà all’iniziativa prospettive di ulteriore crescita. Avete già qualche idea sul futuro?

«L’ammissione ai contributi del Ministero della Cultura ci inorgoglisce e questo riconoscimento si inserisce idealmente nella nostra prospettiva generale. In futuro vorremmo unire, ancora di più, l’aspetto coreutico con quello naturalistico, anche per far uscire l’offerta dai luoghi deputati e per dare al pubblico altre tipologie emozionali. Abbiamo i nostri piccoli teatri, ma immaginare qualcosa in un contesto naturale e incontaminato può regalare un’esperienza ancora più forte. Nazzano non ha ancora una grande tradizione di fruizione teatrale, ma l’utilizzo che è stato fatto finora del palcoscenico all’aperto sta dando i suoi frutti, anche perché la scenografia che lo circonda è straordinaria».

Cosa significa per Nazzano ospitare e promuovere questa iniziativa?

«Personalmente credo che cambiare l’individuo significhi cambiare i tasselli della società: esperienze come Tevere in Danza possono contribuire a stimolare l’aspetto creativo di ognuno. Questo è ciò che un’amministrazione dovrebbe fare, anche nella speranza di concedere ai giovani, futuri amministratori, idee per andare avanti, per affrontare il futuro andando oltre le vie più semplici e gli approcci economici più diffusi.

Il programma è fitto e l’iniziativa si svolge nel cuore del paese, sicuramente l’attenzione locale è già alta. Da parte mia, invito tutti a partecipare a questa prima edizione di Tevere in Danza».

Appuntamento dunque a Nazzano, tra le meraviglie della Valle del Tevere, dal 29 al 31 agosto 2025: scopri il programma!