Rassegna “Tevere in Danza 2025”: ne parliamo con il direttore artistico Valerio Longo

Manca poco più di una settimana all’appuntamento con la rassegna Tevere in Danza, ospitata dal Comune di Nazzano: un evento a cura del Collettivo Valle del Tevere e realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura. Spettacoli, incontri, workshop, escursioni e performance: un intero programma, in partenza dal 29 agosto 2025, per immergersi nella bellezza della danza in un inedito incontro tra arte e territorio. Ne parliamo con Valerio Longo, coreografo e artista già noto sulla scena contemporanea, qui in veste di direttore artistico della prima edizione di Tevere in Danza

Una nuova rassegna, che coniuga natura, cultura, spettacolo, performance, paesaggio. Com’è nata l’idea di realizzare Tevere in Danza?

Sono particolarmente entusiasta della rassegna che sta per prendere vita a Nazzano, suggestivo borgo immerso nella Valle del Tevere. L’idea è nata nel momento in cui ho potuto conoscere da vicino questi luoghi, a partire dal Teatro all’aperto di cui mi sono innamorato. È accaduto grazie al Collettivo Valle del Tevere, che da qualche anno è riuscito a ridare luce a questo palcoscenico e che già in passato mi aveva coinvolto in eventi di spettacolo. In seguito ho visitato il centro storico del borgo con il suo Castello, il Museo del Fiume e gli angoli più segreti dei dintorni: un territorio che offre moltissimo, in termini di natura e di storia. È così nata spontaneamente l’idea di organizzare un evento di danza, che è “natura trasformata in movimento”, un’arte da cui lasciarsi ispirare e coinvolgere. Il felice sodalizio con il Collettivo e il fondamentale supporto del Ministero della Cultura e del Comune di Nazzano ci porteranno, tra pochi giorni, ad inaugurare Tevere in Danza: un’occasione per portare la danza in un luogo già “naturalmente”, straordinariamente, in movimento.

Quali sorprese riserva il programma della rassegna e qual è stata la linea artistica nella scelta degli spettacoli?

Nell’ideazione del programma ho cercato di far convergere delle realtà più strutturate, già molto conosciute, come Artemis Danza di Monica Casadei, il Balletto di Roma che presenta un’opera del grande Micha van Hoecke, il CRDL di Emanuela Bianchini e Mvula Sungani, con sguardi giovani e sperimentali, come quelli di Pablo Girolami con il suo gruppo IVONA, di Nyko Piscopo di Cornelia, di Marco Valerio Amico con il gruppo nanou, e di Marcella Carrara. Gli spettacoli presentati da questi artisti si inseriranno nei luoghi della rassegna – il teatro all’aperto e il borgo – esaltandone il fascino e, a loro volta, trasformandone i contorni. Il focus del programma è proprio qui, nella forza di strutture storiche e nell’innovazione di giovani autori: un incontro di visioni sulla contemporaneità, tra corpo, racconto e sperimentazione. Ringrazio sin d’ora gli artisti per aver accettato il mio invito e non vedo l’ora di accoglierli a Nazzano.

Oltre agli eventi di spettacolo dal vivo sono in programma altre iniziative, di tipo artistico, culturale ed escursionistico. Qual è l’idea alla base di queste attività?

Dando continuità alle attività già avviate negli scorsi anni dal Collettivo Valle del Tevere, nell’ambito della valorizzazione del territorio e del coinvolgimento della comunità locale, ho deciso di affiancare al programma di spettacoli diverse attività collaterali, come laboratori di danza contemporanea per giovani danzatori – che curerò personalmente -, un workshop di tango con eccezionali maestri ospiti, Marcela Szurkalo e Silverio Valeriani, ma anche un’escursione in canoa dal centro di sosta Spazio Tevere Point, una visita al Museo del Fiume di Nazzano, oltre ad una serata di musica dal vivo con il Quintetto Artemisia e ad una performance site specific al Museo. Il mio desiderio è quello di esplorare una gestualità e una visione artistica vicine alla natura, che in qualche modo la interpretino, permettendoci di conoscere meglio l’essere umano. Questo è sempre stato del resto il punto di partenza della mia ispirazione, come ballerino e poi come coreografo.

A chi è rivolto Tevere in Danza e cosa intendete trasmettere al pubblico che parteciperà agli spettacoli di Nazzano?

Per Tevere in Danza abbiamo pensato ad un pubblico che viaggia e che attraversa questi territori con uno spirito di avventura e di scoperta, affine al respiro della natura: tutti potranno accedere agli eventi, senza per forza possedere un background di conoscenze legate all’ambito della danza. Un pubblico trasversale, senza età, animato dal desiderio di lasciarsi trasportare da un gesto, da una musica, da un paesaggio. Come artista, come interprete, ho sempre amato potermi confrontare con spazi differenti, ho lavorato tanto sulla creazione site specific, che ritengo fondamentale per i ballerini più giovani, per incoraggiarli a superare rigidità e schemi, confrontandosi con altri luoghi e contesti (come quello di Nazzano appunto). Attraverso questa rassegna vorrei attivare una crescita umana per tutti coloro che attraverseranno questi magnifici luoghi.

Che tipo di sfida rappresenta la direzione artistica di questo evento e quale obiettivo si pone la rassegna?

Ho già avuto esperienza di direzione di eventi di danza, anche legati a temi importanti del nostro tempo, e ho sempre cercato di mettere a disposizione la mia esperienza e le mie competenze per costruire qualcosa di solido, in particolare a favore dei giovani. Quello che più mi stimola è appunto creare dei luoghi di scambio per nuovi artisti, vetrine coreografiche e piattaforme per dare visibilità al loro lavoro: luoghi che io stesso, in giovane età, avrei voluto conoscere. Sono occasioni importanti che fanno crescere i coreografi, i danzatori, e anche il pubblico. Tevere in Danza nasce anche con questo obiettivo e sono estremamente felice che il Ministero della Cultura abbia premiato l’iniziativa assegnando alla prima triennalità della rassegna i contributi del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo. Un supporto che intendiamo onorare ampliando le opportunità per le compagnie e offrendo spazi per la sperimentazione, base imprescindibile dell’innovazione. Ringrazio l’Amministrazione comunale di Nazzano e il sindaco Patrizio Gianferro, da subito al nostro fianco per la realizzazione della rassegna, e il presidente del Collettivo Valle del Tevere, Matteo Carratoni, per la fiducia e la collaborazione.

La rassegna, che parte a fine agosto, avrà poi ulteriori sviluppi ad ottobre, coinvolgendo in qualità di partner l’Art Forum Würth Capena, gioiello immerso nella campagna romana e parte della rete europea di musei e spazi espositivi della Collezione Würth, che oggi custodisce oltre 20.000 opere di maestri internazionali: uno spazio di riflessione e ispirazione, dove mostre, laboratori e incontri culturali si affiancano, costituendo un punto di riferimento culturale per il territorio.

Appuntamento dunque a Nazzano, tra le meraviglie della Valle del Tevere, dal 29 al 31 agosto 2025: scopri il programma!

50 artisti, performance, laboratori, escursioni e visite guidate