“Immergersi. Danzando in natura tra arti sonore e scultoree”

«Affinché io possa entrare nella foresta, la foresta deve entrare in me».

John Cage

Immergersi non è solo un titolo evocativo: è un invito. Un invito a farsi attraversare dai luoghi, dalle storie e dai segni che l’arte deposita nel paesaggio, trasformandolo in esperienza viva e sensibile.

Il 16 maggio 2023, nella cornice del parco della Fondazione Mario & Maria Pia Serpone a Torrita Tiberina, l’Associazione Culturale Collettivo Valle del Tevere ha promosso un’azione culturale nell’ambito di ARTevere, progetto sostenuto dal bando regionale Vitamina G2.

Situato a pochi chilometri da Roma, in uno dei tratti più antichi e suggestivi del comprensorio tiberino, il parco si affaccia sul corso del fiume Tevere. In questo paesaggio carico di stratificazioni storiche e naturali, le arti contemporanee si intrecciano con il tempo, restituendo al luogo una nuova vitalità sensibile e collettiva. 

L’intervento si è articolato in occasione dell’inaugurazione di due opere site-specificColpo di coda di Trallallà e Fabula di Roberto Paci Dalò.

Colpo di coda, in acciaio corten, appare come un gesto che si sottrae: una coda che affiora e si inabissa, lasciando nel paesaggio una traccia di forza e movimento. Una figura mitica che resiste all’addomesticamento dello sguardo, si dimena per liberarsi e fuggire. Fuggire da un’umanità che ha smarrito il senso magico dell’esistenza, un’umanità che consuma e si lascia consumare, senza gioia.

Con Fabula, Roberto Paci Dalò trasforma una porzione del bosco in un ambiente sonoro. L’opera, costruita come sistema multicanale, restituisce voce agli alberi: cipressi, tigli, vegetazione secolare diventano protagonisti di una drammaturgia che si muove tra respiro e racconto. Il visitatore è invitato a percorrerla lentamente, ad abitare una dimensione di ascolto profondo. Fabula è un’apertura verso una “socialità interspecifica”, come la definisce l’artista: un modo per pensare alla foresta non più come sfondo, ma come interlocutrice. Un soggetto vivo, dotato di memoria e intelligenza.

In questo intreccio di natura, scultura e suono, la danza ha aggiunto un’ulteriore traiettoria di attraversamento e immersione. L’intervento curato dall’Associazione Culturale Collettivo Valle del Tevere in collaborazione con il Balletto di Roma, su coreografie di Valerio Longo, ha preso forma in una performance itinerante che ha visto protagonisti gli allievi del Corso di Avviamento Professionale della scuola, impegnati in creazioni pensate appositamente per gli spazi che le hanno accolte. Il percorso si è snodato tra le grandi sculture e installazioni di Mimmo Paladino, Hermann Nitsch, Jannis Kounellis, Shozo Shimamoto, Gian Maria Tosatti, trasformando il parco in uno scenario performativo dove il gesto ha dialogato con la materia, il tempo e il paesaggio.

La giornata si è conclusa con Claire de lune, passo a due interpretato da Giulia Strambini e Paolo Barbonaglia, danzatori della storica compagnia romana, e un assolo di Giulia Strambini, accompagnato al pianoforte da Mario Serpone, con estratti di brani classici. Un momento capace di manifestare la necessità, propria dell’arte, di presentare e preservare quei momenti di rivelazione tramite cui poter indagare, con affezione, le complesse profondità di un unisono fatto di corpo e natura.